Quanto spesso ci capita di sistemare la cantina o lo sgabuzzino?

A volte si rimanda per giorni o mesi, poi scatta qualcosa che ci fa decidere: ora lo faccio! E una volta ordinato e soprattutto liberato da cianfrusaglie che non servono più, si avverte un piacevole senso di leggerezza

Senso di leggerezza

Ci siamo presi cura di una parte della nostra casa …

Un po’ più impegnativo è invece riconoscere quando abbiamo bisogno, dentro di noi, di liberarci da accumuli di emozioni che stipiamo per anni nei nostri magazzini interiori… si parla comunque della Casa che abitiamo…

Nel caso delle cianfrusaglie in cantina, tolgono spazio utile per altro.

Le emozioni che tratteniamo nel nostro profondo invece ci tolgono energia, usata proprio per celarle.

Molto spesso non sappiamo neanche che le stiamo ritenendo; nel caso di emozioni chiamate di solito “negative”, siamo abili a nasconderle perché non siamo pronti ad affrontarle … la sofferenza fa paura!

Ci sono persone che nascondono anche emozioni dette “positive”, perché non si permettono di viverle, pensando di non meritare tanta felicità, o temono che finisca troppo presto.

Le emozioni sono comunque energia in azione e liberarle permette di alleggerire quei ricordi dolorosi che abbiamo associato a esse.

Liberarle significa portarle in superficie, percepirle, sentirle, significa prenderci cura di noi stessi, comprendere che se sono nate in noi è perché avevamo bisogno di viverle. 

Le emozioni non durano per sempre: una volta vissute si dissolvono.

E come viverle?

Accogliendole senza soffocarle.

Generalmente parliamo di soffocamento quando avvertiamo un’assenza di respiro, quando ci manca l’aria.

Se manca l’aria si interrompe il soffio vitale che nutre il nostro corpo e che ci fornisce energia.

Emozioni e respiro sono strettamente connessi: quando cambia l’emozione si modifica contemporaneamente il respiro. Stati d’animo vissuti intensamente provocano un respiro affrettato e superficiale: il corpo ha bisogno di immagazzinare velocemente energia quindi i muscoli di torace e addome accelerano i movimenti, come le onde agitate di un mare in tempesta.

Si respira invece in modo più profondo e fluido quando si vive calma, tranquillità, serenità, tanto che il movimento respiratorio è totalmente inconsapevole, come le onde di un mare quieto, che raggiungono la riva silenziosamente.

Grazie a questa interconnessione è possibile perciò, agendo sul respiro, stimolare stati d’animo e “immagazzinare” energia. 

Esistono antiche e precise tecniche di respiro che superano le barriere che la mente costruisce: liberano il flusso del respiro e ci connettono con la nostra parte più vera, invisibile, quella che sente, percepisce in modo istintivo, come fanno i bambini. E i bambini si permettono di sperimentare le emozioni quando si manifestano, qualunque esse siano, riuscendo i tempi brevi a viverle e ritornare nel loro equilibrio emotivo, quasi dimenticandole.

Una di queste tecniche è il Respiro Circolare Connesso: un lavoro intenso che favorisce l’immissione di una grande quantità di ossigeno, l’accumulo di energia vitale e la trasformazione dell’energia pesante trattenuta dalle nostre emozioni in un’energia libera di essere nuovamente utilizzata.

Il respiro circolare connesso permette di liberare energia

Questa tecnica agisce sul nostro inconscio, lo contatta e lo rende manifesto, rivelando ciò che con la razionalità non è possibile percepire.

Avere più cura di sé implica percorrere la strada della consapevolezza di sé, il cammino del ben-essere, implica avere a cuore ciò che siamo, impiegando al meglio uno degli strumenti più utili che ci è stato donato: il respiro. 

le emozioni non durano per sempre

Hai mai utilizzato il respiro in modo consapevole?

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